GIOVEDI, Novembre 23, 2017

La Storia dello Stadio

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La Storia dello Stadio
Scheda Stadio
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"Intanto si lavorava alacremente alla costruzione del campo. Il terreno fu scelto in località Cerasolo, di fronte la stazione ferroviaria, di proprietà del barone Nicotera, che lo diede alla società in prestito gratuito per nove anni. Richiamati dal nuovo messaggio, dirigenti, sportivi e studenti iniziarono la costruzione. Furono mesi di incessante lavoro e nessuno contò i giorni che giravano e giravano, nessuno accusò la stanchezza e tutti si recavano là a far visita come al mare in tempesta; e ben presto il campo, oltre che punto di lavoro, divenne la meta preferita di curiosi e fonte di svago per la gioventù locale. Lo schianto degli alberi segnò l'inizio dei lavori, il terreno fu liberato dalle felci e dai cardi e mentre i picconi affondavano, le zappe livellavano e spianavano. Il sabbione di Caronte coprì il colore dell'argilla e sopra fu steso un manto di carbonella che don Armando Zolli procurò dal vicino deposito ferroviario. E, quando tutto fu finito, si innalzò il recinto. Allo scopo furono ingaggiate le maestranze locali (Giovanni Zaffina, Vincenzo Dionisi, Ottavio Colleandro… ), che con perizia accordarono ad uno ad uno i listelli di pino e di castagno giunti da una segheria di Acquabona di proprietà dello stesso barone Nicotera. L’essenza di quella corteccia penetrò i cuori e riempì l'aria di profumo. L'inverno aveva ormai esaurito le sue riserve di pioggia e i giorni si fecero sempre più lunghi, mentre il lavoro copriva il giorno da un capo all'altro il campo arrivò a un passo della sua completezza. L'annuncio ufficiale della sua ultimazione riecheggiò tutto il giorno per le vie del paese. L’“E.D.Nicotera” inciso nel legno, restò scolpito per sempre nelle memorie e nei cuori. Ma per avere indizi di partecipazione a competizioni ufficiali bisogna attendere ancora qualche anno. Nel frattempo le partite di calcio tra squadre locali a carattere di svago si svolgevano per lo più negli spiazzi rionali del Braccio e della Stradella. Era ormai il 1948, l'anno si distese verso la primavera inaugurando la stagione a lungo sognata. L’Associazione Sportiva Sambiase si iscrisse per la prima volta al campionato di 1ª Divisione nell’ambito delle gare regionali organizzate dalla Lega Sud della Federazione".
Il prologo de La  Storia dello Stadio è tratto pressochè integralmente dal libro “...A SAMBIASE C’ERA UNA VOLTA IL CALCIO”, di Francesco Longo.
Per il proseguio, pur servendosi sempre dell’opera del prof. Longo, si sono tenuti in considerazione, oltre ai nostri, i ricordi delle altre “menti storiche”.
E’ il 1963 quando il Sambiase, non disponendo di un proprio campo sportivo, disputa su quello del Tiriolo i primi tre incontri casalinghi della stagione prima di trasferirsi su un terreno di gioco non proprio familiare quale il “G. D’Ippolito” dell’allora comune di Nicastro. Sarà il primo di una serie di espatri verso l'impianto sportivo di Via Marconi.
Al “G. D’Ippolito”, la compagine sambiasina si protrarrà  fino alla stagione 1968/1969 allorquando i giallorossi faranno ritorno in territorio “amico” per disputare le loro gare casalinghe nel nuovo campo sportivo, il “Bivio Bagni”, ubicato nell’ex-comune di Sambiase.
Quella di “Bivio Bagni” sarà solo una breve parentesi: nella stagione 1970/1971, infatti, dopo tante promesse e tanti anni di attesa verranno finalmente appaltati i lavori per la costruzione del nuovo campo sportivo che sorgerà in Località Savutano.
In attesa della sua realizzazione, intanto, le partite interne del Club delle Due Torri si giocheranno ancora una volta al “G. D’Ippolito” nel territorio di Nicastro ora divenuto uno dei tanti quartieri della grande Lamezia Terme.
Nella stagione 1971/1972 sarà disponibile il nuovo stadio edificato in Località Savutano da cui appunto trarrà la sua denominazione in uso fino al 25 aprile 1985 quando, con un’amichevole contro l'allora glorioso Catanzaro, verrà battezzato con il nome del compianto Gianni Renda, ex-giocatore del Sambiase attivamente impegnato in città, esempio e punto di riferimento per i giovani dell’epoca e per quelli attuali che ne conoscono la storia.
Il “Gianni Renda”, considerato da tutti uno degli  stadi più coinvolgenti della Calabria, sarà teatro degli incontri del Club lametino sino alla stagione 1998/99, giusto il tempo per la promozione in Eccellenza e maglie e bandiere giallorosse ancora sventolanti si trasferiranno nuovamente al “G. D’Ippolito”. Ultimati i lavori di ristrutturazione sul Gianni RENDA il Sambiase vi farò ritorno per qualche anno, per poi ritornare nuovamente nel G.D'Ippolito per disputare i campionati di serie D; fino al 14 settembre 2014, data in cui l' A.S.D. SAMBIASE Lamezia 1923 ritornerà a disputare i proprio incontri casalinghi nel glorioso GIANNI RENDA.



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Sambiase Lamezia Calcio società calcistica di Lamezia Terme

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A.S.D. Sambiase 1962 squadra di calcio di Lamezia Terme